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Antologia estemporanea

Eduardo Galeano

da "El libro de los abrazos"

Yo bien sè que el pecado carnal està mal visto en el alto cielo; pero sospecho que Dios condena lo que ignora.

El dios de los cristianos, Dios de mi infancia, no hace el amor. Quizàs es el ùnico dios que nunca ha hecho el amor, entre todos los dioses de todas las religiones de la hostoria humana. Cada vez que lo pinso siento pena por èl. Y entonces le perdono que haya sido mi superpapà castigador, jefe de policìa del universo, y pienso que al fin y al cabo Dios tambièn supo ser mi amigo en aquellos viejos tiempos, cuando yo creìa en El y creìa que El creìa en mì. Entonces paro la oreja, a la hora de los rumores màgicos, entre la caìda del sol y la caìda de la noche, y me parece escuchar sus melancòlicas confidencias.

Pier Paolo Pasolini

da "La religione del mio tempo"

A un Papa

Pochi giorni prima che tu morissi, la morte
aveva messo glio occhi su un tuo coetaneo:
a vent'anni, tu eri studente, lui manovale,
tu nobile, ricco, lui un ragazzaccio plebeo:
ma gli stessi giorni hanno dorato su voi
la vecchia Roma che stava tornando così nuova.
Ho veduto le sue spoglie, povero Zucchetto.
Girava di notte ubriaco intorno ai Mercati,
e un tram che veniva da San Paolo, l'ha travolto
e trascinato un pezzo pei binari tra i platani:
per qualche ora restò lì, sotto le ruote:
un po' di gente si radunò intorno a guardarlo,
in silenzio: era tardi, c'erano pochissimi passanti.
Uno degli uomini che esistono solo perchè esisti tu,
un vecchio polizziotto sbracato come un guappo,
a chi s'accostava troppo gridava:"Fuori dai coglioni!"
Poi venne l'automobile di un ospedale a caricarlo:
la gente se ne andò, restò qualche brandello qua e là,
e la padrona di un bar notturno, più avanti,
che lo conosceva, disse a un nuovo venuto
che Zucchetto era andato sotto un tram, era finito.
Pochi giorni dopo finivi tu: Zucchetto era uno
della tua grande greggia romana ed umana,
un povero ubriacone, vivendo chissà come.
Tu non ne sapevi niente: come non sapevi niente
di altri mille e mille cristi come lui.
Forse io sono feroce a chiedermi per che ragione
la gente come Zucchetto fosse indegna del tuo amore.
Ci sono posti infami, dove madri e bambini
vivono in polvere antica, in un fango d'altre epoche.
Proprio non lontano da dove sei vissuto,
in vista della bella cupola di San Pietro,
c'è uno di questi posti, il Gelsomino...
Un monte tagliato a metà da una cava, e sotto,
tra una marana e una fila di nuovi palazzi,
un mucchio di misere costruzioni, non case ma porcili.
Bastava soltato un tuo gesto, una tua parola,
perchè quei figli avessero una casa:
tu non hai fatto un gesto, non hai detto una parola.
Non ti si chiedeva di perdonare Marx! Un'onda
immensa che si rifrange da millenni di vita
ti separava da lui, dalla sua religione:
ma nella tua religione non si parla di pietà?
Migliaia di uomini sotto il tuo pontificato,
davanti ai tuoi occhi, son vissuti in stabbi e porcili.
Lo sapevi, peccare non significa fare il male:
non fare il bene, questo significa peccare.
Quanto bene tu potevi fare! E non l'hai fatto:
non c'è stato un peccatore più grande di te.